Storie di Successo

UNA SINERGIA TRA CAMPIONI

Champion Europe sceglie le soluzioni e il servizio di Sun per centralizzare le risorse informative a livello europeo, utilizzando l’applicazione verticale Stealth 3000 in ambiente Oracle.


Champion è un marchio che veste lo sport in tutto il mondo, sin dal 1919 quando i fratelli Feinbloom fondarono la società a Rochester, nello stato di New York. La storia di questo marchio storico dell’abbigliamento sportivo si è legata strettamente al nostro Paese a partire dal luglio 2001 quando un gruppo di manager, guidato da Sauro Mambrini, già amministratore delegato di Champion Italia e ora anche di Champion Europe, ha acquisito da Sara Lee Corporation il marchio per Europa, Africa e Medio Oriente per un totale di 125 paesi.

La holding Champion Europe ha sede in Italia, a Carpi, opera direttamente ed indirettamente in 36 paesi con oltre 400 dipendenti e, attraverso la divisione Champion Team Uniforms, fornisce l’abbigliamento tecnico a oltre 2.500 società sportive.
Si tratta di una struttura di carattere internazionale, che svolge attività di vendita e anche di distribuzione, con un livello di organizzazione del business ripartito per aree geografiche e con problematiche complesse di organizzazione e gestione. Per Champion, la tecnologia garantisce la capacità di competere, di prendere decisioni rapide e di operare in modo più efficiente. “Le nostre esigenze fondamentali, da un punto di vista tecnologico, sono essenzialmente due”  
ha spiegato Enrico Vernetti, Chief Financial Officer del gruppo Champion Europe. “La prima è di contribuire all’efficienza e alla coerenza dei processi aziendali. La seconda esigenza è di poter disporre, in tempi rapidi, di un’infrastruttura operativa, nel caso di espansione del business in un nuovo Paese”. A causa di ragioni storiche, la situazione iniziale del sistema informativo della nuova holding si dimostrò di difficile gestione poiché comprendeva 12 società che utilizzavano sette sistemi informativi differenti. “Questo fatto creava, ovviamente, dei problemi” ha continuato Vernetti “impedendoci di disporre di un formato uniforme dei dati consolidati del Gruppo, rallentando l’analisi e il confronto. Inoltre, i manager non riuscivano ad avere immediata accessibilità alle informazioni richieste, quando servivano e nel formato desiderato, e ciò ostacolava l’attività di controllo”.


Un ripensamento che costa caro

Sin dall’inizio Champion Europe aveva la consapevolezza di dover uniformare i sistemi informativi. Il progetto prevedeva il consolidamento delle operazioni di tutti i Paesi presso il centro informatico del Gruppo, situato nella sede di Carpi. Il progetto fu avviato nei primi mesi del 2002 con la scelta di una nuova piattaforma hardware e software.

 

L’azienda scelse di abbandonare l’ambiente AS400 e Windows per indirizzarsi verso un approccio aperto e basato sul sistema operativo Unix.
A livello software la scelta era ricaduta su Stealth 3000 - una soluzione integrata, specificamente realizzata da CSC per le aziende di abbigliamento che trattano prodotti caratterizzati da taglia, colore e stagionalità - e sulla piattaforma Oracle per il database, la gestione finanziaria e l’application server. La soluzione permette di gestire efficacemente i processi relativi alla supply & production chain e al sales & distribution.
Per la parte hardware, in base a valutazioni preliminari, Champion aveva deciso di portare l’intero carico elaborativo su due server in cluster failover. Il passaggio in produzione aveva evidenziato, però, che il sistema adottato non era sufficiente a sostenere la capacità di elaborazione richiesta e, a causa dell’impossibilità di espansione del server, Champion aveva previsto di sostituire il sistema di elaborazione, avviando una valutazione di altri fornitori che portò alla scelta di Sun Microsystems.

“Il confronto con altri fornitori mise in evidenza due tipi differenti di politiche tecniche e commerciali” ha proseguito Vernetti. “Quella di Sun era basata sull’offerta di macchine altamente scalabili, che ci permettevano di ampliare la capacità elaborativa del server in modo modulare, in funzione dello sviluppo del business. Quella di altri fornitori risultava rivolta verso una segmentazione del mercato tra aziende piccole, medie e grandi a ognuna delle quali far corrispondere un’offerta specifica.
A ciò si aggiungevano considerazioni di livello tecnico, che ci portarono a scegliere Sun”.


Consolidare su un’unica macchina ad alta affidabilità

Il progetto ha previsto la migrazione da una configurazione con due macchine in cluster a un’unica macchina Sun Fire 4800 in ambiente Solaris. La soluzione server Sun Fire adottata da Champion prevede un sistema a otto processori UltraSPARC III a 1050 MHz, di cui 6 dedicati alla produzione e 2 allo sviluppo, e si avvale delle tecnologia di interconnessione ridondante e configurabile Sun Fireplane Interconnect.  
Dispone anche di hardware completamente ridondante e di una varietà di funzionalità di classe mainframe quali l’upgrade di CPU a caldo e la funzione di riconfigurazione dinamica. Ciò che ha convinto, dal punto di vista tecnico, i responsabili di Champion, sono state le caratteristiche di affidabilità, prestazioni e scalabilità garantite dal server Sun. “La capacità del sistema Sun di isolare il singolo problema all’interno della macchina” ha spiegato Stefano Neri, Technical Infrastructure Manager di Champion Europe “non pone limiti nell’uso di una macchina singola, facendone, invece, un punto di forza.In questo modo disponiamo, di fatto, di un cluster interno ad alta affidabilità che permette di gestire problematiche hardware e isolarle senza che questo comporti un fermo macchina. Una funzione molto interessante, che ci ha stimolato sin dall’inizio e di cui abbiamo potuto testare direttamente l’efficacia, è la capacità di “dynamic reconfiguration” ha continuato Neri “che in alcuni momenti di picco dovuti a blocchi del database o a procedure pesanti ha permesso di spostare i processori della macchina dedicati allo sviluppo, per assegnarli in modo dinamico e veloce alla produzione. Questo ha prodotto un enorme beneficio risolvendo problematiche che, in passato, avevano determinato il blocco completo dell’attività, anche per un giorno intero, al fine di smaltire i processi arretrati”.




Un valore che si conferma nel servizio

Un altro aspetto risultato fondamentale per la scelta di Champion è stata la maggiore attenzione dimostrata da Sun, rispetto ad altri fornitori, verso le problematiche delle aziende di dimensione media e caratterizzate da possibilità di investimento contenute. Questa differenza ha fornito a Champion maggiori garanzie rispetto al futuro supporto e alla capacità, da parte del vendor, di fornire risposte puntuali e in tempi rapidi.

 

L’azienda scelse di abbandonare l’ambiente AS400 e Windows per indirizzarsi verso un approccio aperto e basato sul sistema operativo Unix.
A livello software la scelta era ricaduta su Stealth 3000 - una soluzione integrata, specificamente realizzata da CSC per le aziende di abbigliamento che trattano prodotti caratterizzati da taglia, colore e stagionalità - e sulla piattaforma Oracle per il database, la gestione finanziaria e l’application server. La soluzione permette di gestire efficacemente i processi relativi alla supply & production chain e al sales & distribution.
Per la parte hardware, in base a valutazioni preliminari, Champion aveva deciso di portare l’intero carico elaborativo su due server in cluster failover. Il passaggio in produzione aveva evidenziato, però, che il sistema adottato non era sufficiente a sostenere la capacità di elaborazione richiesta e, a causa dell’impossibilità di

espansione del server, Champion aveva previsto di sostituire il sistema di elaborazione, avviando una valutazione di altri fornitori che portò alla scelta di Sun Microsystems.
“Non avevamo lavorato prima con Sun” ha continuato Vernetti “e avevamo chiarito che la scelta non era basata sulla convenienza economica, ma su un desiderio di partnership. A oggi, tutte le nostre aspettative rispetto all’assistenza e al supporto sono state mantenute e siamo restati assolutamente soddisfatti del servizio, a tal punto che abbiamo stipulato un accordo quadriennale per assistenza e futuri acquisti”. Sun ha supportato Champion anche nella migrazione culturale dal sistema operativo Unix precedente a Solaris, attraverso corsi e formazione. Anche la parte di migrazione dei programmi e dei sistemi è stata condotta con il supporto del personale Sun. “Abbiamo sentito che Sun ci stava a fianco” ha detto Neri “a fronte di un cambiamento importante che poteva portare problemi. Ci siamo sentiti un cliente importante, piuttosto che uno generico o anonimo”.

L’automazione del backup

Champion ha anche deciso di migliorare le proprie procedure di backup adottando l’autoloader a nastro Sun StorEdge L8, una soluzione di automazione di dimensione 2U, in grado di supportare drive LTO2 o SDLT320, fornendo una capacità nativa di memorizzazione rispettivamente di 1.28 TB o 1.6 TB e un throughput nativo di 16 MB/sec (SDLT 320) o 30 MB/sec (LTO2). Grazie all’uso di questa soluzione, la società ha potuto automatizzare le procedure di backup che in precedenza erano basate su una sostituzione manuale dei nastri. “Non abbiamo ancora completato il processo di migrazione in tutti i Paesi” ha concluso Neri “ma i benefici ottenuti nei Paesi aggiornati li possiamo toccare con mano. Grazie anche al supporto e alla tecnologia di Sun Microsystems possiamo ora disporre di coerenza dei processi di business, di dati affidabili e di indicatori di business sincronizzati e facilmente interscambiabili”.


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